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martedì 1 dicembre 2015

CALENDARIO DELL'AVVENTO ASTRONOMICO


Il calendario dell'avvento accompagna da secoli grandi e piccini nel cammino verso il Natale. Noi abbiamo pensato di proporvene una versione inedita, compiendo un viaggio unico e mai fatto prima nel mondo dell'astronomia. Ogni giorno una foto eccezionale inviata da sonde, telescopi orbitanti o da astrofotografi e in più tante curiosità e notizie sul cielo stellato! Buon viaggio! 



1 DICEMBRE - Nebulosa di Orione


















2 DICEMBRE - Il Sole ripreso dal SOHO























3 DICEMBRE - Prime immagini di Giove
inviate dalla sonda Pioneer 10






















4 DICEMBRE - Tramonto marziano ripreso
dal rover Curiosity.









5 DICEMBRE - Nebulosa Nord America.





















6 DICEMBRE - Nebulosa Laguna.



















7 DICEMBRE - Missione Apollo 17.
























































































venerdì 27 novembre 2015

I satelliti nel sistema solare pt. 2



Osservazione
A causa delle loro ridotte dimensioni, pochissimi sono i satelliti del sistema solare osservabili con strumenti amatoriali:
- ovviamente la Luna, con le sue fasi e i numerosissimi dettagli superficiali
- i quatto satelliti medicei di Giove (Io, Europa, Callisto, Ganimede) di cui si possono seguire i movimenti intorno al gigante gassoso e osservare le ombre proiettate su di esso durante i transiti
- le principali lune di Saturno (Mimas, Encelado, Teti, Dione, Rea, Titano, Giapeto) durante il loro moto intorno al “Signore degli Anelli”
- con strumenti semi-professionali si possono fotografare Tritone (satellite di Nettuno) e Titania e Oberon (satelliti di Urano).



  
Quasi-satelliti
Un quasi-satellite è un corpo celeste avente un’orbita che comprende sia un  pianeta che la sua rispettiva stella. I quasi-satelliti rimangono nelle vicinanze dei propri pianeti per periodi di tempo variabili, avendo orbite instabili che in lunghi periodi possono portarli lontano dai pianeti. Per completare un’orbita intorno al Sole. un quasi-satellite impiega esattamente lo stesso tempo del suo pianeta (risonanza orbitale 1:1), ma di solito ha una maggiore eccentricità.


Attualmente sono conosciuti cinque quasi-satelliti della Terra (il più famoso è probabilmente 3753 Cruithne), uno di Venere (2002 VE68) e uno di Nettuno.







Alcune precisazioni
Il nome proprio dei satelliti è spesso quello di un personaggio mitologico che ha avuto a che fare con il dio avente nome del pianeta intorno al quale orbita. Una nomenclatura più attendibile dal punto di vista scientifico prevede l’uso del nome del pianeta seguito da un numero romano assegnato in ordine di scoperta e di distanza dal pianeta.
Nel caso di satelliti conosciuti con un nome straniero, si è preferito utilizzare il nome italiano.

domenica 8 novembre 2015

Vi presentiamo TB145 o "l'asteroide di Halloween"

Lo scorso 31 ottobre alle ore 18:01 (ora italiana)  un asteroide è passato a 480.000 km dalla Terra, vale a dire poco oltre la Luna. Si tratta di TB145, ribattezzato per l'evento "l'asteroide di Halloween".





Andiamo alla scoperta di questo particolare oggetto!


Scoperto appena qualche mese fa, è stato possibile calcolarne con esattezza l'orbita solo lo scorso 10 Ottobre. Il calcolo della sua orbita inclinata di 40° rispetto all'eclittica e la sua caratteristica ellitticità della orbita ci hanno permesso di verificare con buona probabilità la sua appartenenza alla famiglia di Giove : una cometa che nel corso del tempo, perdendo le sue risorse di tipo volatile, vale a dire il suo combustibile, si è estinta trasformandosi in composto inerte, un semplice asteroide.
Continuando con l'analisi dei dati fornitici dal radar Arecibo  si è potuto stabilire che TB145 ha un periodo di rotazione
attorno al proprio asse della durata di 5 ore ed un diametro di circa 600 metri, 150 in più di quanto era stato possibile prevedere attraverso le prime osservazioni telescopiche.

giovedì 29 ottobre 2015

Seneca ci insegna come osservare le eclissi




Seneca rappresenta un punto di svolta silenzioso nella storia dell'astronomia e dello studio dell'universo interrogandosi su domande che sono tutt'ora alla base della ricerca come la natura delle comete o il loro moto. E' perfino uno dei primi autori-filosofi a mettere in dubbio il sistema di descrizione dell'universo ideato da Aristotele. Lo scopo che si prefigge Seneca non è infatti quello di raccogliere le conoscenze del periodo in cui vive all'interno di una sorta di enciclopedia ante licteram, bensì quello di permettere all'uomo, una volta privato e liberato dalle false credenze che avvolgono la natura,di raggiungere, in conformità con la dottrina stoica, un grado di conoscenza divina.

Le naturales quaestiones in questo senso sono lo scritto più signficativo. divise in sette libri, trattano attraverso l'uso di un primitivo metodo scientifico dei fenomeni terrestri geologici ma anche di quelli astronomici. In particolare nel V libro del trattato troviamo esposte le sue teorie sulla natura delle comete alle quali associa una natura simile a quella dei pianeti e di conseguenza un'orbita ed un periodo precisi e prevedibili. 

Oggi i fenomeni che più di tutti attirano la nostra attenzione sono le eclissi. Solari o di Luna rappresentano, anche agli occhi degli esperti, qualcosa di emozionante perchè ci trasmettono quel senso di inferiorità che ci fa apprezzare la loro grandezza e la loro magneficienza.
Seneca per la prima volta le studiò e le cita all'interno delle sue naturales quaestiones. Ma non solo: prova a fornire anche un metodo di osservazione, molto più efficace di quelli odierni fatti in casa che spesso, nelle eclissi di sole, risultano altamente pericolosi:


Ogni volta che vogliamo osservare un’eclissi di sole (defectionem solis), esponiamo dei catini e li riempiamo di olio o di pece, perché un liquido denso si agita con minor facilità e perciò conserva le immagini che riceve.
NQ L I 21,1


domenica 18 ottobre 2015

I satelliti nel sistema solare pt.1




Si dice satellite naturale o, più impropriamente luna, un corpo celeste che orbita attorno ad un altro corpo diverso da una stella (oltre che di pianeti, esistono infatti anche satelliti di pianeti nani e asteroidi). Nel sistema solare se ne conoscono oltre centocinquanta.




Origine
Riguardo l’origine dei satelliti, si possono avere diversi tipi di formazione. Per la maggior parte di essi si crede siano stati planetesimi (oggetti rocciosi primordiali che aggregandosi formarono i pianeti) catturati dalla forza gravitazionale di corpi con massa maggiore (i pianeti). Altre ipotesi riguardano la cattura di asteroidi (soprattutto per i satelliti dei pianeti più esterni) e un’altra prevede la loro formazione a partire da materiale espulso dal pianeta in seguito ad un impatto (ipotesi molto accreditata per la Luna).



Distribuzione nel sistema solare
Analizzando il numero in cui i satelliti sono presenti nelle diverse zone del sistema solare, dobbiamo dividere quest’ultimo in due parti: sistema solare interno, dalla nostra stella alla fascia principale degli asteroidi, ed esterno, dalla cintura asteroidale alla nube di Oort. Degli oltre centocinquanta satelliti del nostro sistema planetario, solo tre orbitano intorno ai pianeti rocciosi della parte interna, la maggior parte degli altri orbita intorno ai giganti gassosi esterni. Ciò è dovuto al fatto che nell’ultima fase della sua formazione, un forte vento solare spazzò via gli elementi più leggeri nelle zone esterne, dove si stavano formando i giganti gassosi; nelle zone interne rimasero solo pochi elementi pesanti. Nella tabella è riportato il numero di satelliti naturali per ogni pianeta.

Mercurio
Venere
Terra
Marte
Giove
Saturno
Urano
Nettuno
0
0
1
2
67
62
27
14



Caratteristiche orbitali
La maggior parte dei satelliti naturali conosciuti presenta chiari fenomeni di rotazione sincrona, completando una rotazione per ogni rivoluzione (come la Luna, rivolgono sempre la stessa “faccia” al pianeta), oppure di risonanza orbitale, avendo periodo di rivoluzione tale che il rapporto con quello di altri satelliti dello stesso pianeta sia esprimibile in frazioni con numeri interi piccoli. Non si conosce attualmente nessun satellite che possieda a sua volta un satellite: gli effetti mareali del pianeta primario renderebbero probabilmente le orbite instabili.

martedì 13 ottobre 2015

EXPLORE - previsione di fenomeni geomagnetici (NATIONAL GEOGRAPHIC october 2015)

Da qualche mese leggo la versione in lingua originale di National Geographic, un po' per fare pratica con l'inglese, un po' perché sono sempre stato molto attratto da film, libri, riviste in lingua originale. 


Nel numero di ottobre, e precisamente nella rubrica "EXPLORE - science" (pag. 10 - 11) è presente un interessantissimo articolo sul futuro delle previsioni meteo spaziali.


Ne riporto una traduzione cercando di rimanere quanto più possibile fedele all'originale inglese.






PREVISIONE DI FENOMENI
Il meteo spaziale potrebbe essere a prossima frontiera delle previsioni meteorologiche. Gli scienziati vogliono comprendere come nello spazio alcune forze causino eventi come le tempeste geomagnetiche che possono disturbare la rete dei sistemi GPS sulla Terra.
Lo scorso marzo, la NASA ha lanciato la missione biennale MMS (Magnetospheric Multiscale Mission) per studiare la "riconnessione magnetica", un fattore chiave di quello che gli scienziati chiamano meteo spaziale, che "inizia con un vento composto da particelle provenienti dal sole" dice Bill Paterson, scienziato del programma MMS. Quattro identiche navicelle spaziali stanno ora orbitando attorno alla Terra, misurando le tracce di questo fenomeno. 
Invece di pioggia e tornado, bisogna pensare a getti di plasma energizzato dalla riconnessione magnetica. I fenomeni del meteo spaziale sono generati dall'unione e dal distaccamento di campi magnetici, che rilasciano un'energia esplosiva.
Questo tipo di disturbo può interferire con i computer delle navicelle spaziali e rendere le aurore boreali piùù luminose. Ma "è difficile da prevedere" dice Paterson, "la riconnessione magnetica è un pezzo del puzzle." - Eve Conant



mercoledì 27 maggio 2015

Le stelle più belle viste al telescopio

Come si vedono le stelle al telescopio? Quali sono le più belle? Se vi siete posti almeno una volta queste domande siete sicuramente sulla pagina giusta! In questo post infatti stileremo una TOP 5 delle stelle più belle, così come abbiamo fatto per la TOP 5 delle costellazioni più belle del cielo notturno.


Prima di tutto bisogna sapere che, se osservate da telescopi amatoriali, le stelle rimangono dei puntini, tuttavia ci mostrano dettagli che ad occhio nudo rimangono invisibili come il loro colore e l'eventuale presenza di stelle compagne.


Iniziamo dunque la nostra TOP 5 delle stelle più belle


5 - SIRIO

È la stella più luminosa del cielo notturno (la sua magnitudine raggiunge quasi il valore di -1,5) si dice che, in assenza di luna piena, possa addirittura proiettare ombre sulla Terra. Si osserva in inverno nella costellazione del Cane Maggiore (poco sotto Orione) e al telescopio si viene colpiti dalla brillantezza e dalla luminosità vitrea della stella, unica nel suo genere.



4 - BETELGEUSE


È la seconda stella più luminosa della costellazione di Orione. Forma il triangolo invernale insieme a Sirio e Procione. La sua caratteristica principale è il suo colore rosso vivo: appartiene alla classe spettrale M. Betelgeuse è una supergigante rossa e, inserita all'interno del sistema solare, occuperebbe uno spazio pari al'orbita di Saturno.






3 - MIZAR E ALCOR

Mizar è una stella dell'Orsa Maggiore di colore bianco. Osservata con un binocolo o con un piccolo telescopio mostrerà la sua compagna Alcor (doppia visuale). L'individuazione di Alcor vicino a Mizar ad occhio nudo era un esame della vista ante litteram presso molti popoli antichi. A maggiori ingrandimenti Mizar mostrerà un'altra compagna, una doppia effettiva, molto suggestiiva. Queste stelle sono ottime per provare il telescopio a diversi ingrandimenti.





2 - ALBIREO

È probabilmente una delle doppie più conosciute e osservate del cielo. Albireo è la testa del Cigno e si trova al centro del triangolo estivo. Le sue componenti sono di colori diversi: una arancione di classe spettrale K e una bianco-azzurra di classe B.La sa osservazione è possibile anche con piccoli strumenti e lascia quasi sempre a bocca aperta!







1 - SOLE

Ebbene si! la stella più bella da osservare è il Sole! Dopotutto è l'unica stella di cui possiamo osservare i dettagli superficiali. Basta infatti un filtro in astrosolar per osservare l'evoluzione delle macchie solari; con strumenti più performanti (appositi telescopi solari) si possono addirittura avere visioni come quella in foto con spicole, lingue di fuoco e brillamenti, oltre ad avere una fantastica visione della fotosfera della nostra stella.





sabato 16 maggio 2015

Quanto costa un telescopio

Quanto costa un telescopio

"Quanto costa un telescopio?" questa la domanda che molti si pongono prima di avvicinarsi all'astronomia. Il prezzo di un telescopio dipende da innumerevoli varianti (schema ottico, montatura, motorizzazione,...) tuttavia si possono individuare alcune fasce di prezzo entro le quali si possa scegliere il telescopio che si vuole acquistare.


A dire il vero, in molti, durante alcune serate pubbliche, mi hanno chiesto il prezzo del mio telescopio e sono rimasti positivamente sorpresi dal costo non eccessivo. In effetti l'astronomia viene spesso considerata un hobby "d'élite", ma grazie al progresso tecnologico e scientifico, oggigiorno si può osservare (e magari fotografare) il cielo notturno spendendo solo qualche centinaio di euro.




Cerchiamo quindi di vedere ciò che si può acquistare seguendo budget prestabiliti e orientandosi sulla scelta del primo telescopio. Bisogna però premettere che, a seconda delle caratteristiche tecniche dei diversi tipi di telescopi, il prezzo può variare sensibilmente; cercherò dunque di considerare dei telescopi di qualità media con caratteristiche adeguate alla funzione per cui si dovrebbero acquistare.




N.B.: il prezzo del materiale fotografico non è compreso nei prezzi indicati nella tabella. Per poter fare astrofotografia del cielo profondo sono necessarie strumentazioni semi-professionali che possono raggiungere alcune migliaia di euro.



Ecco adesso alcuni esempi dei telescopi indicati nella tabella per fascia di prezzo.

€ 300 - 450: telescopio dobsoniano.


Gli articoli sono stati scelti dal sito Astroshop, leader in Europa nel mercato astronomico. Astroshop offre un'ottima qualità nei servizi e nelle spedizioni, oltre a riuscire a mantenere i prezzi più bassi sul mercato europeo!



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giovedì 14 maggio 2015

Cos'è la magnitudine

Cos'è la magnitudine

La magnitudine (dal latino magnitudo: grandezza) è forse l'unità di misura più importante nel'ambito dell'astronomia amatoriale. Essa esprime il grado di luminosità degli oggetti celesti (pianeti, stelle, ammassi, nebulose, galassie) ed è quindi il primo valore da controllare per prevedere se con il proprio telescopio si riuscirà ad osservare l'oggetto desiderato.


La scala dei valori che indicano la magnitudine celeste è molto particolare. Per motivi storico-tradizionali è infatti basata sui seguenti principi:
  • Minore è la magnitudine, maggiore è la luminosità del corpo celeste
  • La magnitudine può essere sia positiva che negativa (i valori negativi indicano una luminosità maggiore rispetto a quelli positivi)
  • Un grado di magnitudine corrisponde a 2,5 volte l'equivalente valore di luminosità (Un oggetto di magnitudine 5 è 2,5 volte più luminoso di uno di magnitudine 6)




Attenzione però, poiché un oggetto estremamente luminoso può apparire molto debole se si trova ad una grande distanza, questa misura non indica la luminosità intrinseca dell'oggetto celeste, che viene invece espressa con il concetto di magnitudine assoluta. La magnitudine assoluta indica la luminosità di un corpo celeste posto alla ipotetica distanza di 10 Parsec, ovvero 32,6 anni luce.


martedì 14 aprile 2015

Galileo a Firenze

Galileo a Firenze

Firenze: la città più bella d'Italia, con Ponte Vecchio, Piazza della Signoria, la Galleria degli Uffizi, la chiesa di Santa Maria del Fiore con la cupola del Brunelleschi e tantissime altre meraviglie impreziosite dai capolavori dei più grandi artisti italiani di ogni tempo.


Ma non c'è solo arte nella stupenda città toscana; ad essa è fortemente legata la figura di Galileo Galilei, le cui spoglie sono conservate nella chiesa di Santa Croce.



In viaggio di istruzione a Firenze ho potuto quindi godere non soltanto delle meraviglie artistiche della città, ma sono anche riuscito ad avvicinarmi all'affascinante figura di Galileo, visitando la sua tomba ed il museo della scienza che prende il suo nome.





Nella città gigliata, lo scienziato pisano trascorse alcuni tra gli anni più fecondi della sua vita: qui condusse i primi studi di meccanica e matematica, qui pubblicò il Sidereus Nuncius e fu dagli ambienti ecclesiastici fiorentini che si alzarono le prime critiche alla sua dottrina; qui trascorse infine gli ultimi anni della sua vita (nella villa di Arcetri) dediti a profonda speculazione scientifica e corrispondenza con i più importanti esponenti della borghesia e della scienza del tempo. Dopo la sua morte avvenuta nella villa di Arcetri alla presenza di Evangelista Torricelli, il suo corpo venne tumulato nella Basilica di Santa Croce, ma in un territorio non consacrato, data la penitenza ecclesiastica che permaneva su di lui al momento della sua morte. Solo un centinaio di anni dopo i suoi discepoli poterono innalzargli il monumento funebre visitabile oggi nella Basilica di Santa Croce, di fronte a quello di Michelangelo. Durante la traslazione del corpo, il suo ultimo discepolo prelevò da esso il dito medio, oggi esposto presso il Museo Galileo, non distante dalla Galleria degli Uffizi. 





Dito medio di Galileo conservato
presso il Museo Galileo a Firenze
Tomba di Galileo presso la Basilica di
Santa Croce a Firenze

















martedì 17 marzo 2015

Verso l'eclissi del 20 marzo

Come già accennato qualche giorno fa, la mattina del 20 marzo potremo osservare un'eclissi parziale di Sole. Si tratta di un'evento abbastanza raro (la prossima osservabile dall'Italia si verificherà nel 2020) che sarà possibile osservare tra le ore 9:30 alle ore 12:00 circa della mattina di venerdì 20 marzo.

Un po' di teoria
Un'eclissi di Sole si verifica quando tra la nostra stella e la Terra si frappone la Luna oscurando totalmente o parzialmente il disco solare. Per comprendere quanto sia raro che il cono d'ombra prodotto dalla Luna finisca esattamente sulla Terra, bisogna immaginare il sistema Sole-Luna-Terra come se fosse composto tenendo il pugno chiuso nella mano sinistra (Sole) e, mantenendo le braccia estese, con una biglia nella mano destra (Terra) ed un chicco di riso per la Luna. Affinchè si verifichi un'eclissi questi tre oggetti devono essere perfettamente allineati.
L'eclissi del 20 marzo sarà totale per coloro che la osserveranno dalle isole dell'Atlantico nord-occidentale, parziale per tutta l'Europa, parte del Nord-Africa e dell'Asia occidentale.


Cosa si potrà osservare
Anche in Italia ci saranno alcune differenze dipendenti dalle latitudini da cui si osserverà il fenomeno. 
I più fortunati saranno gli osservatori del Nord Italia, dove l'oscuramento del disco solare supererà il 65%, al Centro la copertura sarà compresa tra il 60% e il 50%, al Sud sarà di poco inferiore al 50%.





Come osservare
È obbligatorio fare una premessa: non bisogna mai osservare il Sole senza appositi filtri! Per osservare l'eclissi in totale sicurezza ci sono diverse soluzioni più o meno economiche.

- Prima in ordine di sicurezza e comodità è l'Astrosolar (sia occhialini che filtri per telescopi), un materiale realizzato apposta per questo genere di osservazioni.
- Il Sole può essere osservato anche con una maschera da saldatore, facendo pause di alcuni minuti tra un'osservazione e l'altra (le osservazioni devono comunque essere di pochi secondi)
- EVITARE qualsiasi altra soluzione come ad esempio pellicola fotografica, vetri affumicati o lastre per radiografie, non proteggono adeguatamente l'occhio e potrebbero pertanto causare danni permanenti alla vista.


AGGIORNAMENTO: Ecco tre fasi dell'eclissi così come apparivano all'oculare del telescopio maksutov 127 (le immagini risultano infatti capovolte sull'asse orizzontale)